– Uffa, Alle, ma che borsa che sei: è l’ultima volta che ti porto al mercato con me! – ma se mi ci aveva costretto lei!...: quando io, invece, avrei potuto rimanermene a letto, a poltrire, in questa fredda giornata d’inverno.
– Aspetta...! Quanto viene? – chiesi all’ambulante.
– Quindici –
– Ma ce l’hai già un portafoglio! – tirò, cercando di portarmi via.
– Ma non è per me: è un regalo! – la staccai – È per Luca! –
– Per Luca...? –
– Sì!! Per Luca! – ribadii con aria di sfida.
– Ma regalagli qualcosa di più adatto alla sua età! – mmmh!!!
– Mamma... – non sapevo mai come risponderle quando faceva così – è una cosa nostra: tu... non puoi capire! Insomma... fatti gli affari tuoi! – ecco: ce l’avevo fatta!
– Oh, va be’... scusa, – alzò le mani... – in fondo i soldi sono i tuoi! – ecco! appunto! Ma possibile che c’avesse sempre da ridire? – Vuol dire che glielo darai domani... – riprese andandocene.
– Ma domani non siamo dallo zio... –
–
Sì, ma prima passiamo per fargli auguri, visto che ci hanno invitati a cena... – così, avevamo finalmente modo di dargli quei regali che da una settimana avevano preso; almeno, questa volta, avevano un vero valido per sentirsi perennemente in debito cogli altri...